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P.IVA
00160360517 |
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Comune
Certificato
ISO 9001:2000 |
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La Badiola di S. Maria in Mamma,
sulla riva destra dell'Arno,
é una delle più antiche chiese
possedute in Toscana dalla Badia
dei Benedettini di Nonantola.
Il più antico documento che
la riguarda risale al 1125.
Era tributario della Badiola
il popolo del castello di S.
Mariano prossimo alla chiesa.
Il castello di S. Mariano fu
distrutto per ordine della Repubblica
Fiorentina in coincidenza con
la fondazione di San Giovanni.
Dopo la distruzione del castello,
per qualche tempo, la Badiola
portò il doppio titolo di S.
Maria in Mamma e S. Mariano.
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Fu un tempo villa ed estesa
tenuta dei Marchesi Rinuccini,
patroni della chiesa di S. Silvestro.
Sorge sulla riva destra dell'Arno,
su di un colle sabbioso cui
la località dovette in antico
il nome di Renaccio o Renazzo.
E' posto al confine fra la diocesi
di Fiesole e di Arezzo: nel
Medioevo la chiesa di S Niccolò
al Renaccio apparteneva al piviere
di Gropina nella diocesi di
Arezzo mentre la parrocchiale
di S. Silvestro a Renaccio spetta
tuttora alla diocesi di Fiesole.
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La villa é immersa in un bosco
di lecci e querce secolari.
Poco lontano dalla villa sorgono
la chiesa di San Silvestro e
la relativa canonica, ingentilite
da un agile campanile. La costruzione
risale al 1704. |
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La località, sulla riva sinistra
dell'Arno, si chiamava in antico
Monte Ortale. Vi sorgeva, agli
inizi del Quattrocento, una
villetta di proprietà del Marchese
Carlo Ricasoli. Questi ne fece
dono ai frati francescani del
vicino convento di Ganghereto,
presso Terranuova. Si deve al
Ricasoli la costruzione del
convento e della chiesa. Fu
allora che la località, in omaggio
al donatore, prese nome di Montecarlo.
I frati francescani presero
possesso di convento e chiesa
nel 1429. |
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Inutilmente gli abitanti del
castello di Terranuova cercarono
di impedire il trasferimento
rivolgendosi persino al loro
influente concittadino Poggio
Bracciolini.
La chiesa, come la vicina terra
nuova, fu intitolata a San Giovanni
Battista. Trasformata in periodo
barocco, fu riportata al primitivo
aspetto rinascimentale nel 1916.
Sul secondo altare a destra
si conservava, fino a non molti
anni fa, la celebre Annunciazione
del Beato Angelico, ora visibile
nel museo della Basilica. In
anni recenti la comunità francescana
ha abbandonato il convento.
In esso ha attualmente sede
una comunità terapeutica, diretta
da un frate francescano, per
la cura dei tossicodipendenti.
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