OSPEDALE DEL VALDARNO
PRESIDIO OSPEDALIERO N. 2 - ZONA VALDARNO
OSPEDALE S. MARIA ALLA GRUCCIA
Direttore di Presidio: Dott. Massimo Gialli
telefono 055/9106581
e-mail: m.gialli@usl8.toscana.it
Sede: Piazza del Volontariato, 2
52025 Montevarchi (Ar)
Centralino 055/91061
sito web: ospedale del valdarno




La storia del Nuovo Ospedale del Valdarno
LA STORIA
È dal 1962 che in Valdarno si è evidenziata la necessita' di coordinare l'attività dei tre ospedali presenti nel territorio, anche se poi, la sua realizzazione non è stata semplice; infatti, solo nel 1975, si è riusciti a concretizzare la volontaria unificazione degli Ospedali "della Misericordia" di Montevarchi, "Alberti" di S. Giovanni ed "Ospedale ed Ambulatorio della Misericordia" di Terranuova Bracciolini. Naturalmente, si trattava di una unificazione di tipo amministrativo, in quanto, gli ospedali restavano sempre tre presidi separati. Il nuovo Ente fu denominato Ente Ospedaliero del Valdarno Aretino.
Da allora, il cammino verso il nuovo ed unico ospedale del Valdarno non si è più fermato, anche se il confronto ed il dibattito su alcuni aspetti fondamentali, ne ha rallentato la realizzazione: la scelta del luogo ove costruire, l'individuazione dei progettisti, la ricerca dei finanziamenti, l'esproprio dei terreni, la gara per l'assegnazione dell'appalto.
Nel 1994, finalmente, l'inizio dei lavori. Da allora, il cantiere ha subito varie vicissitudini, legate soprattutto alla continuità dei finanziamenti, ma non si è mai fermato.
Nell'ottobre 2002, il trasferimento dei malati e l'avvio delle attività sanitarie.

IL LUOGO
Nel 1980, dopo l'avvenuta separazione amministrativa dell'organizzazione sanitaria tra il Valdarno fiorentino e quello aretino, la ricerca del luogo dove edificare il nuovo ospedale si concentrò sulle zone più densamente abitate, ed in particolare nel triangolo formato dal territorio dei tre più grandi Comuni valdarnesi.
La scelta definitiva di collocare il nuovo ospedale fra il fiume Arno e l'abitato della Gruccia - parte nel Comune di Montevarchi e parte in quello di S. Giovanni - naturalmente fu oggetto di appassionate discussioni ed anche di qualche critica.

A distanza di oltre 15 anni, questa scelta si è comunque dimostrata ottimale, perlomeno in rapporto ad alcuni aspetti: gli ampi spazi hanno permesso una progettazione senza particolari vincoli; la posizione baricentrica rispetto alla massima parte della popolazione del Valdarno lo renderà ben fruibile da tutti; la confluenza di molte importanti vie di comunicazione, sia di fondo-valle che provenienti dalle colline del Chianti e del Pratomagno, ne consentiranno un accesso svincolato dai più importanti nodi del traffico.

In ultimo non possiamo dimenticare l'estrema vicinanza al casello autostradale, con tutti i vantaggi sia per i visitatori che per il trasporto di pazienti in condizioni di emergenza.


IL NOME
Ospedale del Valdarno. Sicuramente, potevamo fermarci qui nella scelta del nome del nuovo ospedale. Sarebbe stata una scelta semplice e al contempo significativa.

Ma l'Azienda sanitaria, in accordo con la Conferenza dei Sindaci della zona valdarnese, ha ritenuto che fosse opportuno individuare anche un nome proprio, più specifico, in grado di identificare meglio e rendere più familiare il luogo di cura. E' così che, a seguito di una ricerca di tipo "storico e culturale" effettuata da una apposita commissione, si è deciso di scegliere il nome di "S. Maria alla Gruccia".

Un nome che ha un solido fondamento storico e che si riallaccia ad una funzione di ricovero e cura degli infermi svolta da una gloriosa istituzione sanitaria cui idealmente il nuovo Ospedale si ispira e che, in termini più moderni, vuole proseguire. Dalle ricerche eseguite, è emerso che nella zona dove è stato edificato il nuovo ospedale, l'Arcispedale di S. Maria Nuova di Firenze aveva diverse proprietà e che sulle case avesse apposto il proprio stemma, appunto, una gruccia (o stampella); dal che, gli abitanti del luogo, avrebbero iniziato ad utilizzare il nome "Gruccia" proprio per identificare usualmente quella zona.

L'edificio si sviluppa, in modo orizzontale, su 11 ettari di terreno, con un fronte lineare orientato verso la Strada Statale 69, della lunghezza di 300 metri.

Sul retro il disegno non è lineare, ma ha la forma di un pettine con 5 denti orientati verso il fiume Arno; in altezza l'edificio si articola su quattro piani, poggiati su una base sopraelevata di oltre due metri sull'originario piano di campagna. L'ospedale è stato costruito con struttura portante di cemento armato ed acciaio, ed il rivestimento è realizzato con parete ventilata in pietra "Santafiora".

Lo sviluppo in senso orizzontale è frutto di una precisa scelta progettuale, del resto tipica di quasi tutte le più recenti realizzazioni, avendo gli studi dimostrato che la distribuzione dei servizi e reparti su pochi piani risulta di maggiore gradimento e di più facile utilizzazione, sia da parte dei pazienti che dei visitatori.


I QUATTRO LIVELLI
Al primo livello ci sono gli uffici amministrativi e i servizi della unità operativa della Prevenzione, le centrali tecnologiche e i magazzini, l'Accettazione, la Reception, il Cup, un moderno ed ampio bar-tavola calda, le cucine. Tutto il primo livello è servito da una viabilità autonoma, che non interferisce con quella dell'ospedale, utilizzata dalle ambulanze. L'ingresso per il pubblico, centrale rispetto all'edificio, è su due diverse porte.

Al secondo livello, ci sono i poliambulatori, l'emodialisi (con parcheggio riservato ai pazienti), il servizio mortuario con salette e la cappella, il pronto soccorso, il servizio 118, la mensa, il nuovo Centro Oncologico (realizzato con il contributo del Calcit Valdarno).

AI terzo livello ci sono le degenze mediche (psichiatria, medicina generale, cardiologia con l'Utic) le strutture per la donazione del sangue, i laboratori di analisi. In via di completamento la Riabilitazione che occuperà anche una parte del livello superiore, sul lato nord del monoblocco.

Quarto ed ultimo livello: qui sono ospitate le degenze chirurgiche con i reparti di Chirurgia generale, l'Oculistica, l'Odontoiatria, l'Urologia, l'Ortopedia, l'Ostetricia-Ginecologia e Pediatria. Allo stesso livello si trova il blocco operatorio, che è centrale rispetto ai reparti chirurgici.


I PUNTI D'ECCELLENZA
L'innovazione tecnologica
L'ospedale del Valdarno può contare su una dotazione tecnologica di elevata qualità: oltre il 90% delle attrezzature è stato rinnovato. Il "cablaggio" di tutta la struttura consente lo sviluppo di una informatizzazione diffusa in grado di far viaggiare le informazioni - in tempo reale - da un punto all'altro dell'ospedale, con vantaggi facilmente intuibili da tutti.

Il laboratorio di analisi, anch'esso completamente rinnovato, è dotato di un sistema di elaborazione dati con il quale sarà possibile colloquiare dal reparto per inviare le richieste d'esami e, sempre dai

reparti non appena eseguito l'esame, conoscerne i risultati. La radiologia si è arricchita di una Risonanza Magnetica di alta potenza che sostituirà il vecchio e glorioso camion mobile.

La TC di vecchia generazione è stata aggiornata con l'acquisto di due TC spirali che consentono una migliore definizione di immagini e tempi più brevi di scansione.

Così come nuovo è gran parte del blocco operatorio, delle sale di rianimazione e l'UTIC, costruiti con criteri più moderni per garantire sicurezze maggiori agli utenti e condizioni di lavoro migliori agli operatori.

La riorganizzazione delle affività specialistiche e le nuove attività

Tra le varie discipline già presenti nei vecchi presidi ospedalieri, la medicina è certamente quella in cui si registrano le maggiori novità.

Infatti, la suddivisione che è stata operata e che ha portato ad una medicina d'urgenza ed una medicina tradizionale, ci consente oggi di disegnare un percorso assistenziale in grado di affrontare i problemi dei pazienti fin dal loro arrivo nell'area della emergenza territoriale, per proseguire al Pronto Soccorso e quindi nei letti di osservazione e degenza, senza interruzione di continuità. Con questa nuova struttura, l'ospedale della Gruccia si pone come punto di riferimento per l'emergenza di tutta la vallata valdarnese.

Anche le due chirurgie hanno avviato una prima differenziazione con la creazione di una nuova struttura di Urologia e la creazione di una Day Surgery, finalizzata agli interventi in regime di Day Hospital. In quest'ultimo caso, si tratta di un primo passo verso una diversa concezione della chirurgia: infatti, per molti tipi di intervento vi è la possibilità per il paziente di non sostare in ospedale. Fino ad ora i cittadini del Valdarno non potevano usufruire a pieno di questa possibilità, poiché non esistevano locali dedicati allo scopo nel vecchio presidio. Oggi, anche questa lacuna viene colmata.

Il Centro Oncologico, che il CAlCIT ha così generosamente donato, sicuramente, rappresenta un fiore all'occhiello del nuovo ospedale, sia per la gradevolezza degli ambienti, che per la qualità delle attrezzature. Qui, adesso, potranno essere riorganizzate ed assicurate tutte quelle specialità legate all'oncologia, primi fra tutte la terapia del dolore ed i gruppi multidisciplinari per le neoplasie della mammella, del tratto gastroenterico e per il melanoma. Per quanto riguarda le attività specialistiche non ancora presenti nel nostro ospedale, l'apporto di specialisti qualificati provenienti dalle strutture di Area vasta per la chirurgia vascolare, toracica e pediatrica, verrà potenziato ed ampliato con nuove e qualificate attività, come la chirurgia vascolare delle carotidi dei grossi vasi e la chirurgia toracica per i tumori polmonari.


NON SOLO TECNOLOGIA
Il nuovo Ospedale del Valdarno non si caratterizza solo ed esclusivamente per gli aspetti tecnologici ed assistenziali. Anche la parte relazionale avrà la necessaria attenzione. Una struttura di reception, collocata all'ingresso dell'ospedale e dotata di personale qualificato, aiuta degenti, utenti e visitatori ad orientarsi e muoversi meglio all'interno del Presidio.

Gli orari di visita ai ricoverati saranno gradatamente adattati alle esigenze della popolazione, mentre i pasti vengono già consegnati in un vassoio personalizzato e trasportato dalla cucina, in armadi termici.





 
 
Data ultimo aggiornamento: 18/04/2014
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