Skyler Chen in mostra a Casa Masaccio: a San Giovanni Valdarno “Imitation of Life (Imitare la vita)”, prima personale italiana dell’artista taiwanese

L'inaugurazione sabato 6 giugno alle 18

Data:

03 giugno 2026

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Descrizione

Dal 6 giugno al 20 settembre Casa Masaccio | Centro per l’Arte Contemporanea di San Giovanni Valdarno presenta Imitation of Life (Imitare la vita), prima mostra personale in un’istituzione pubblica italiana dell’artista taiwanese Skyler Chen. Il progetto, a cura di Marta Papini e realizzato in collaborazione con la galleria MASSIMODECARLO, inaugura sabato 6 giugno alle 18 negli spazi di corso Italia 83.

Con questa esposizione Chen affronta e mette in discussione la tradizione della pittura occidentale, intrecciando frammenti narrativi, immagini disturbanti e riferimenti autobiografici in opere che riflettono sui temi dell’identità, della rappresentazione e dell’esperienza queer.

Il titolo della mostra prende ispirazione dal film Imitation of Life di Douglas Sirk del 1959, noto in Italia come Lo specchio della vita. Nel melodramma di Sirk la protagonista rinnega le proprie origini afroamericane nel tentativo di essere accettata come bianca nell’America segregazionista. Un racconto che diventa metafora dell’identità come costruzione fragile e imposta, segnata dal peso delle convenzioni sociali e dalla necessità di “imitare la vita” anziché viverla pienamente.

Questo tema del passing, dell’adeguamento a un’identità socialmente accettabile a costo di negare sé stessi, attraversa profondamente il lavoro di Skyler Chen. Nato a Kaohsiung, Taiwan, nel 1982, oggi residente a Rotterdam, l’artista attinge direttamente alla propria esperienza personale: cresciuto in un contesto asiatico conservatore e all’interno di un’educazione mormona, ha vissuto a lungo una doppia esistenza, conducendo pubblicamente una vita eterosessuale mentre, nel privato della propria stanza, esplorava la propria identità omosessuale. Da quella esperienza emergono molti degli elementi che popolano oggi i suoi dipinti: riviste gay, sex toys, riferimenti alla cultura culinaria asiatica, bubble tea, animali e simboli legati alla memoria personale e culturale.

Per la mostra di Casa Masaccio l’artista sceglie di confrontarsi direttamente con i codici della pittura rinascimentale italiana, proprio nel luogo in cui questi linguaggi hanno storicamente preso forma. La prospettiva lineare, il realismo delle proporzioni e l’idea di uno spazio ordinato costruito attorno a un unico punto di vista vengono reinterpretati e incrinati attraverso dettagli incongrui, scritte, ingrandimenti fotografici e presenze destabilizzanti. Le opere di Chen, dense di richiami alla pittura quattrocentesca, trasformano l’apparente armonia classica in una tensione sospesa e inquieta, dove identità queer, diasporiche e marginali attraversano e mettono in crisi lo sguardo dominante della tradizione occidentale.

Le composizioni dell’artista si sviluppano come enigmi visivi, frammenti di una storia senza inizio né fine, in cui ogni elemento acquista senso solo nella relazione con gli altri, quasi fossero rebus figurativi. Nei dipinti convivono nudità e abiti formali, maschere e jeans abbassati, riferimenti maschili e femminili che rendono indistinguibili genere, ruolo e identità. Una dimensione che richiama la sensibilità “camp” descritta da Susan Sontag come la capacità di vedere la vita stessa come rappresentazione teatrale. In questo universo ambiguo e artificiale, la finzione non è decorazione ma strumento critico: una possibilità di trasformazione continua e di liberazione dalle identità imposte.

La pittura di Skyler Chen unisce classicismo e contemporaneità in scene intime e provocatorie, sospese tra iconografia tradizionale taiwanese e cultura visiva americana. Oggetti quotidiani come dumpling, frutta fresca, uccelli o riviste erotiche diventano simboli di desiderio, memoria e appartenenza. Cresciuto con una dislessia non diagnosticata, Chen ha trovato nella pittura il proprio linguaggio e uno spazio di guarigione personale. Le sue opere, oggi presenti in importanti collezioni internazionali come l’Art Gallery of Western Australia di Perth, l’X Museum di Pechino, la George Economou Collection di Atene, la Beth Rudin DeWoody Collection in Florida e la Forbes Collection di New York, trasmettono uno dei sentimenti più diffusi del presente: la solitudine. Nel 2025 l’artista ha partecipato alla 14ª edizione della Biennale di Taipei organizzata dal Taipei Fine Arts Museum.

La mostra è curata da Marta Papini, curatrice indipendente impegnata in numerosi progetti internazionali. Attualmente è curatrice di Radis, progetto quadriennale di arte pubblica promosso dalla Fondazione ArteCRT, e nel 2025 ha curato Fata Morgana: memorie dall’invisibile insieme a Massimiliano Gioni e Daniel Birnbaum per la Fondazione Nicola Trussardi a Palazzo Morando di Milano. Tra i suoi incarichi recenti figurano anche la collaborazione con il Centre Pompidou-Metz e la Biennale Gherdëina, oltre all’esperienza come organizzatrice artistica della 59ª Biennale di Venezia curata da Cecilia Alemani.

Casa Masaccio è aperta dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19, mentre sabato, domenica e festivi l’orario è dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’ingresso è gratuito.

Sono inoltre previste visite guidate gratuite ogni sabato pomeriggio alle 17,30, con prenotazione consigliata ai numeri 055 9126168 e 055 9126283 oppure all’indirizzo casamasaccio@comunesgv.it.

 

 

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Luoghi

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Casa Masaccio - Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, 83, Corso Italia, Vetrivecchi, San Giovanni Valdarno, Arezzo, Toscana, 52027, Italia

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Pagina aggiornata il 03/06/2026